martedì 1 marzo 2016

EROINE DI TUTTI I GIORNI

Le più simpatiche ed autentiche protagoniste dei romanzi rosa

Cari lettori,

oggi vorrei condividere con voi una riflessione che mi è capitato di fare leggendo alcuni dei miei amati romanzi rosa.



Sono rimasta un po' perplessa di fronte a «New York sexy», di Candace Bushnell, autrice del leggendario «Sex and the city»
Non fraintendetemi: adoro la scrittrice e credo che nessuno sappia descrivere come lei la giungla di Manhattan – forse solo la Weisberger può farle concorrenza – ma la protagonista di questa storia mi ha lasciato molto dubbiosa.


Janey è una ragazza che ha solo qualche anno in più di me, modella di Victoria's Secret per professione e scalatrice sociale per passione. Nel corso delle oltre trecento pagine di romanzo, la nostra eroina si divide tra pranzi – a cui partecipa in sandali e pelliccia – e cene – durante le quali si accontenta di miseri orecchini di brillanti -, fa il possibile per trovare un buon partito e l'impossibile per sposarlo ed affronta strazianti tragedie, tipo una terrificante vacanza ai Caraibi o un inevitabile scandalo da copertina.




perché questa è la vita vera, eh? Sì, come no!



Certo la lettura è scorrevole, anzi, piacevole, ma alla fine del romanzo mi è sorta spontanea una riflessione.


Il problema è che, per una Janey, ci sono mille Silvie, o Elise, o Marte, o… scegliete voi un nome. Queste ultime lavorano in modo più o meno precario per poter avere uno stipendio dignitoso; durante le sere feriali vanno in palestra/piscina se sono fortunate, ed in alternativa sbadigliano di fronte a qualche serie tv; hanno amici più incasinati di loro che non riescono mai a vedere quanto vorrebbero; infine, il complimento più recente che hanno ricevuto era contenuto in una lettera da parte di un'azienda del gas, perché hanno pagato tutte le bollette.

Come possono queste ragazze (ed io per prima) rivedersi in Janey e fare il tifo per lei?




Ecco perché ho pensato di scrivere, in questo post, a proposito di alcune protagoniste davvero indimenticabili. Ragazze e donne un po' meno modaiole ed un po' più creative, meno calcolatrici e più spontanee. Personaggi femminili che non hanno paura di farsi prendere a sberle dalla vita e, ciò nonostante, non la affrontano in modo superficiale, nemmeno nell'ambito di un romanzo rosa.


Non me ne vogliano i ragazzi/uomini che stanno leggendo per la natura “al femminile” di questo post: vi garantisco che anche voi troverete queste protagoniste molto simpatiche!






Tutto cominciò con Tiffany, di Christopher Marzi. 



 



Questo è il romanzo che ha ispirato la scrittura di questo post e che mi ha colpito fin da subito per l'originalità della figura femminile. 

Nel corso di questa delicata e surreale storia d'amore, infatti, il lettore fa la conoscenza di Faye Archer, quasi trentenne in grado di ribaltare tutti gli stereotipi sul vivere in una grande città. 

Come molte altre, ella ha lasciato il troppo provinciale Minnesota, ma, invece che infilarsi ai party più esclusivi dell'Upper East Side, ha preferito comprare un appartamento a Brooklyn, e le piace immaginare, in un certo senso, di essere ancora in campagna. 
Faye lavora in una libreria, gira in bicicletta, non ama né gli aerei né la calca della metropolitana, ha un unico telefono fisso vagamente vintage, vivrebbe di té e torta ad ogni ora del giorno e si veste sempre con vestiti a poco prezzo ed All Star, sempre multicolor e mai abbinati. 
 

L'unica Manhattan che Faye ama davvero è quella del passato: ogni tanto, infatti, le piace salire sul palcoscenico vestita come Holly Golightly – la protagonista di Colazione da Tiffany – e suonare e cantare canzoni composte da lei stessa, che richiamano ad un'altra epoca. Non è commerciale e, di conseguenza, non ha successo, ma ciò non la dissuade dal continuare a dedicarsi alla musica, che, per lei, è più di un semplice sogno di gloria.


Personalmente sono rimasta conquistata da questa protagonista… spero piacerà anche a voi!






Aspirapolvere di stelle, di Stefania Bertola. 



 



Dimenticate le grandi città degli Stati Uniti e le favolose carriere: questo romanzo è ambientato in Italia e le tre protagoniste, Ginevra, Arianna e Penelope, si guadagnano da vivere con il ricavato della loro originalissima agenzia di aiuto casalingo.



Ginevra, che si occupa di piante e fiori, preferisce di gran lunga piantare dei bulbi sul balcone piuttosto che ricevere rose rosse da un ammiratore.

È bella, bionda ed affascinante, ma ciò non le impedisce di sbattere la porta in faccia (e non metaforicamente) ad un violinista dalla fama di playboy che ha un debole per lei. 

 

Arianna, cuoca provetta, dovrebbe incarnare il ruolo della moglie e madre impeccabile, ma non si sente a suo agio in questo ruolo e non fa nulla per nasconderlo. Il suo desiderio – non troppo celato – di tradire il marito si fa più insistente nel momento in cui lei e le sue amiche vengono ingaggiate da uno scrittore per prendersi cura della sua enorme villa. Si sa, non c'è niente che affascini di più di un uomo sfuggente ed inafferrabile…



Penelope, infine, maestra delle pulizie, è simpaticamente ignorante, pasticciona e sulle nuvole, e si piace molto così com'è. Le prime volte che si ritrova a pulire la casa del famosissimo scrittore che l'ha assunta non sono facili per lei, dal momento che la villa ospita oggetti fragili, cimeli stravaganti ed animali esotici. Fortunatamente le verrà in aiuto un assistente, tanto razionale e silenzioso da completare perfettamente il suo carattere.



Stefania Bertola, in definitiva, delinea tre ritratti di donna molto convincenti, proprio per il loro essere “nella media” e, allo stesso tempo, per niente scontati.






La ragazza fantasma, di Sophie Kinsella.





L'autrice, famosissima, è nota soprattutto per aver creato il personaggio di Becky Bloomwood (I love shopping), giornalista finanziaria che odia la finanza, sempre in cerca di abiti griffati ed in lotta con la sua stessa banca. 

Senza nulla togliere a questo esilarante personaggio, io credo che una delle sue figure femminili più riuscite sia Lara, la protagonista de La ragazza fantasma


All'inizio del romanzo, ella redige un elenco di piccole “bugie a fin di bene” che deve ripetere ai suoi genitori, che stanno per venirla a trovare. È così che anche il lettore viene a sapere che Lara non è solo in crisi con il lavoro e con la vita sentimentale, ma è anche imbranata, del tutto disorganizzata (“No, non vivo di pizza, vodka e yogurt all'amarena!” recita una delle bugie bianche) e incredibilmente autoironica.


La storia è incentrata sul magico e struggente incontro tra la protagonista ed il fantasma di una sua prozia mai conosciuta, Sadie. Ciò che resta più impresso al lettore, però, è il contrasto tra le due donne. 
 

Sadie è una donna degli anni '20, che ha fatto una vita mondana e raffinata, e tenta – invano – di insegnar questo stile di vita a Lara. 
Quest'ultima prova a mangiare delle ostriche ma le detesta, balla in modo imbarazzante, va ad una funzione e sbaglia funerale, si fa consigliare dalla prozia il look per un appuntamento e finisce per uscire vestita come una ballerina di charleston e, quando incontra il ragazzo di cui poi s'innamorerà, colleziona una serie di figuracce.

Nonostante tutto questo – o forse proprio per questo – Lara è una delle protagoniste che mi sono rimaste più impresse.





L'altra storia di noi, di Jennifer Weiner.







Jennifer Weiner è un'autrice famosa per le sue storie romantiche, ma lontane dai cliché, e, anche questa volta, non delude i lettori.


Addie, la protagonista, non ha avuto affatto una vita da favola. Ha trascorso moltissimi anni “nei dintorni dei cento chili” e, vergognandosi di se stessa, ha deciso di nascondersi dal mondo.


Per convincersi, si è ripetuta che “in casa stava bene”, ed ha proseguito il suo lavoro di illustratrice inviando i lavori alle aziende via posta e ricevendo la spesa a casa.


Quando ha deciso di averne abbastanza, ha iniziato a praticare nuoto, a fare una dieta e ad uscire di casa. La conseguenza di questa decisione, però, è stata l'unica storia della sua vita: un incontro senza futuro con un uomo sposato e molto più vecchio di lei. 
 

Stanca e delusa da quest'ulteriore ferita, Addie ha ricominciato a condurre vita ritirata e non è per niente soddisfatta di se stessa. 

Per questo motivo si rifiuta di partecipare ad una classica rimpatriata tra compagni di liceo, soprattutto per non incontrare la sua ex-amica Val, compagna di giochi dell'adolescenza ed ora donna di successo in ogni campo, che l'ha da tempo dimenticata.


La notte successiva alla cena, però, è proprio Val a presentarsi a casa di Addie, chiedendole disperatamente aiuto in nome del loro vecchio legame.


Il romanzo esplora molti temi importanti, ma il messaggio principale, a mio avviso, è il fatto che non occorra essere belle, magre, in carriera, amate in società per essere protagoniste di una storia, così come delle proprie vite.






Mi auguro che questi “consigli per gli acquisti” vi possano essere utili!

Nel caso anche voi, nel corso di qualche lettura, vi foste imbattuti in qualche altra protagonista di questo tipo, sentitevi liberi di commentare.



Grazie mille per le visualizzazioni, i vari like sui social e le vostre opinioni, sempre preziose.

A presto ed al prossimo post :-)

2 commenti :

  1. Ciao Silvia, sono d'accordo con te: anch'io preferisco leggere romanzi con protagoniste molto più vicine al nostro modo di vivere e di pensare! Molto interessanti i romanzi che hai citato: tra questi ho letto solo "La ragazza fantasma", perciò mi sono segnata qualche titolo!

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  2. Ciao Fra! Speravo che questo articolo ti avrebbe interessato, conoscendo i tuoi gusti! "La ragazza fantasma" è davvero super... comunque secondo me apprezzerai anche gli altri!

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