Due romanzi di Alice Basso e di Cristina Cassar Scalia
Cari lettori,
dopo il ritorno delle nostre “Letture...per autori”, ecco che torniamo anche alle “Letture… a tema”!
Oggi ci dedichiamo a due delle mie letture estive, due romanzi tra il mistery e il giallo che avevo da tanto nella mia wishlist (letteralmente, ero in lista d’attesa in biblioteca da un’eternità e credo di averci pure scherzato sopra) e che finalmente sono riuscita a leggere.
Insieme alle due protagoniste di cui vi parlo oggi (la prima relativamente nuova per l’autrice, dopo altre molto amate, e la seconda ben rodata) attraverseremo l’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, e cercheremo di venire a capo di due misteri… da un intrigo sul posto di lavoro ad un vero e proprio delitto su uno yacht!
E poi, in uno dei due romanzi si parla di un autunno ormai arrivato, nell’altro invece c’è un ultimo colpo di coda dell’estate… mi sembra il periodo giusto per raccontarveli!
Le ottanta domande di Atena Ferraris, di Alice Basso
La storia ha inizio proprio dove era finito Le ventisette sveglie di Atena Ferraris, primo capitolo di questa nuova serie dell’autrice.
Atena, unica autrice di una rivista di enigmistica, vive e lavora a Torino. La sua famiglia è composta dal padre hippy, che, rimasto vedovo, è andato a vivere in una soffitta piena di studenti e stranieri, e dal fratello gemello Febo, uno scrittore in sempiterna crisi a cui piace provare “emozioni forti” nel (solitamente vano) tentativo di ritrovare l’ispirazione. La mamma, un ingegnere, è morta sul lavoro in seguito ad un’esplosione, un brutto incidente le cui cause non si sono mai chiarite.
Atena si è sempre ritenuta una persona chiusa, che non riesce a vivere bene le occasioni sociali e la vita adulta come tutti gli altri: non è riuscita a tenersi nemmeno il lavoro in libreria datogli da un amico di famiglia, e la sua adolescenza è costellata da brutti ricordi legati alle feste o alle semplici giornate di scuola, momenti in cui ella si sentiva costretta a “fare come gli altri” finché, semplicemente, non ci riusciva più.
Da quando, però, lei e Febo si sono iscritti ad una scuola di magia (l’idea è stata di lui, ovviamente) e sono stati coinvolti in un mistero, qualcosa è cambiato. Innanzitutto l’avventura vissuta da Atena ha sconvolto, almeno per un periodo, la sua ferrea routine, ma la cosa l’ha scombussolata meno del previsto. E poi, da coppia sono diventati quartetto: l’incontro con Gemma e Jacopo ha cambiato la loro quotidianità in molti modi. Per la prima volta dopo tanto tempo, Atena sente di essere interessata ad un ragazzo, anche se sa che Jacopo ha una storia difficile alle spalle e lei non è proprio un emblema di leggerezza. E poi Gemma, oltre ad essere il “love interest” di suo fratello, è una psicologa e la sta aiutando a comprendere qualcosa di più su di sé.
Gemma sospetta che Atena possa essere AuDHD, ovvero autistica e iperattiva allo stesso tempo. Ed è per questo motivo che il romanzo inizia con Atena che sta osservando preoccupata le ottanta domande di un complesso test scientifico che dovrebbe aiutarla a capirne di più. Gemma le ha detto di non farlo da sola, ma lei ovviamente non la ascolta. Poi però apre le domande e non sa che risposta dare. Un loop continuo: l’unica scelta sensata è uscire per distrarsi.
È così che un giorno Atena, aspettando di fare terapia da Gemma, fa un curioso incontro: una donna che sviene e sembra avere una crisi epilettica. Le due amiche la soccorrono e così Atena scopre che la donna si chiama Elisa, che è una paziente regolare del medico con cui Gemma condivide la sala d’attesa, ma che è diventata, col tempo, amica della psicologa.
Elisa sta attraversando una fase molto delicata della sua vita: lavora in un’importante azienda di Torino e per anni ha lottato per fare carriera, combattendo soprattutto con il pregiudizio legato alle madri single e facendo i salti mortali per far combaciare tutto. Ora, però, qualcuno le ha mandato delle lettere minatorie in azienda: c’è chi conosce il suo segreto, l’epilessia.
E tutto questo sta accadendo proprio poche settimane prima di una riunione nel corso della quale la donna potrebbe ricevere un’importante promozione… ma potrebbe anche vedersela soffiare via da un rivale.
Atena, che è ancora galvanizzata dalla strana avventura che ha vissuto alla scuola di magia, sente subito l’impulso di aiutare Elisa. Gemma è contraria, sia come terapista di Atena sia perché lei stessa ha troppo lavoro, ma Febo e Jacopo sono entusiasti all’idea di svelare un altro mistero, e così è costretta a capitolare.
I quattro meditano un piano semplice ma efficace: sfruttare le competenze enigmistiche di Atena e quelle acquisite insieme alla scuola di magia per proporre all’azienda un corso settimanale di team building e infiltrarsi.
Nel frattempo, c’è una festa di Halloween che incombe e Jacopo non ha un accompagnatore…
Chi di voi segue da un po’ questo blog sa che prima o poi arriva un momento dell’anno in cui si legge un romanzo di Alice Basso. Questa amatissima autrice ormai propone un libro al mese ed è alla sua terza serie.
Se ricordate, spesso i suoi romanzi sono finiti nella rubrica “I preferiti del mese”. E allora, come mai stavolta no? Non è solo una questione di “lasciare spazio” anche ad altri autori o generi. È che effettivamente questa volta mi è sembrato che la parte mistery/gialla fosse un po’ in tono minore.
Certo, fin dall’inizio si comprende che non siamo in zona noir, che insieme ai protagonisti risolviamo un mistero da cui non uscirà nessun ferito, al massimo qualcuno da denunciare per mobbing. Ma mi è sembrata comunque una linea investigativa piuttosto semplice rispetto a quelle a cui ci ha abituato l’autrice.
L’impressione è quella che il focus principale della saga di Vani fosse scoperchiare il “lato oscuro” del mondo editoriale (operazione perfettamente riuscita, anche se avevo già i miei fieri dubbi sull'innocenza di quell'universo), quello della serie di Anita fare un tuffo storico negli anni del nazifascismo e denunciarne gli orrori (e in quei romanzi le parti gialle sono le più complesse e dolorose) e quello dei romanzi su Atena… è più quello di focalizzarsi sul percorso della protagonista che sul mistero che viene proposto di volta in volta.
È come se Atena, concentrandosi di volta in volta su un enigma diverso, invece di limitarsi a crearli su carta e restare nel suo posto sicuro, imparasse a risolverli nella vita reale, e si riavvicinasse pian piano al mondo. Perché la vera sfida che sta affrontando la nostra protagonista è quella di non considerarsi più “strana” e “inadatta”, come tutti l’hanno fatta sentire (ad eccezione della madre, che era esattamente come lei, ma è venuta a mancare prima di una diagnosi). Atena deve prendere coscienza che il suo cervello funziona in maniera diversa da quello della maggior parte delle persone, ma che questo non è né una punizione né uno stigma. Un percorso difficilissimo…
Probabilmente è così che vanno considerati i romanzi con questa protagonista: se si vuole più intreccio giallo, come nelle serie precedenti, si rischia di rimanere un po’ delusi.
C’è grande originalità, invece, nella parte romance: finalmente due protagonisti tutt’altro che stereotipati, che hanno delle modalità tutte loro per avvicinarsi l’uno all’altra, eppure si capiscono. Interessanti anche Febo e Gemma, credo che ci daranno grandi soddisfazioni…
Ma scopriremo come andrà nei prossimi volumi!
Mandorla amara, di Cristina Cassar Scalia
Il sole batte, è piena estate e l’avvocata Maria Giulia De Rosa, per tutti Giuli, ha stupito i suoi amici del jet set milanese con un acquisto folle: un piccolo yacht. Tutti la considerano una stranezza, l’ennesimo capriccio di una donna ricca che vive per il lavoro e i mille divertimenti. Solo gli amici intimi sanno che Giuli è effettivamente competente in materia di barche e che si sta riprendendo dopo un bruttissimo periodo (un aborto spontaneo).
Insieme ad un amico di sempre, il medico legale Adriano Calì, una mattina Giuli prende la barca per raggiungere un gruppo di amici alle Eolie. È una giornata ventosa e potrebbe essere rischioso. La vera sorpresa, però, attende la coppia di amici subito dopo il tratto più difficile: c’è un grande yacht che sembra del tutto arenato. Sia Giuli e Adriano che i proprietari di un’altra barca di passaggio cercano di attirare l’attenzione di chi è a bordo, ma la barca sembra deserta.
Alla fine Adriano, insieme a uno degli uomini dell’altra imbarcazione, riesce ad attraccare e salire a bordo dello “yacht fantasma”. E quel che vede lo lascia inorridito.
Ben sette cadaveri di uomini, tutti sparsi tra il piano inferiore, quello superiore e la cabina di guida. Un imprenditore proprietario di un’azienda di lavorazione delle mandorle, il secondo dei suoi figli, il capitano dello yacht, alcuni amici. E, sul tavolo, un cartone di latte di mandorla aperto. Che manda alle narici un odore molto amaro.
Il vicequestore Vanina Guarrasi non riesce a capacitarsi che una simile disavventura sia capitata proprio ai suoi amici del cuore. Era da tanto tempo, inoltre, che non si trovava di fronte ad una simile strage.
Dalle prime informazioni raccolte sembra che il viaggio fosse una sorta di addio al celibato. Lo yacht era diretto verso il matrimonio isolano del capitano: il suo capo gli aveva consentito di diventare “padrone della barca” per una notte.
Questa volta Vanina Guarrasi deve procedere in modo un po’ diverso dal suo solito. Innanzitutto ella deve spostarsi tra le isole siciliane e altri luoghi di villeggiatura in alta stagione, non proprio la sua attività preferita, anche se Giuli e Adriano sono entusiasti di accompagnarla e aiutarla.
E poi non potrà avvalersi più di tanto dell’aiuto del commissario in pensione Biagio Patané, 83 anni di energia e di voglia di riprendere il vecchio mestiere: egli è in ospedale, dopo che la moglie Angelina ha subito un delicato intervento al cuore. E il cardiologo è proprio Federico, il professor Calderaro, patrigno di Vanina e padre di sua sorella minore Costanza. Due persone con cui il vicequestore ha appena recuperato i rapporti.
La prima indiziata è una certa Patrizia, una ragazza con cui il capitano dello yacht aveva troncato una breve relazione, prima di conoscere la donna che stava per sposare. Patrizia ha anche ricevuto una denuncia per stalking, e sembrerebbe la colpevole perfetta.
Purtroppo, però, dopo una breve e concitata telefonata, si perdono le tracce della donna, che viene trovata cadavere con un messaggio accanto: Non ho ucciso nessuno…
Caso difficile per Vanina Guarrasi! Ormai ho letto un buon numero di romanzi di Cristina Cassar Scalia, e questo è capitato al momento giusto, quando le atmosfere estive erano sia intorno a me che tra le pagine del libro.
Vanina è molto cambiata – e in meglio, direi – rispetto al personaggio che ci è stato presentato nel primo libro: ha iniziato a provare meno dolore per la morte violenta e ingiusta del padre, ha compreso che la madre e il patrigno l’avevano sempre aspettata, ha recuperato il rapporto con la sorella e l’ha aiutata a superare la rottura di un fidanzamento sbagliato, è più aperta con gli amici, ha ammesso a se stessa che fuggire da Paolo (un magistrato sotto scorta) è stata una scelta dettata dalla paura e non dalla fine dell’amore.
Anche il commissario Patané, tra la sua salute, quella della consorte e qualche alzata d’ingegno che lo ha fatto rischiare un po’ troppo, ne ha passate ormai parecchie, ma non manca mai di mettersi di traverso nelle indagini…
In un certo senso, sono dei libri “coccola”, tra amore, amicizia, bei panorami siciliani e prelibatezze del luogo. Ma il giallo, in qualche modo, riesce sempre a stupire, ad essere imprevedibile.
Indovinate un po’? Sono in lista d’attesa anche per Le terme dell’indirizzo, il titolo più recente che ha per protagonista Vanina. Vediamo quando mi arriverà…
Che ne pensate? Avete letto qualcosa di queste autrici?
Vi è piaciuto? Avete qualche osservazione da fare?
Fatemi sapere!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)
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