lunedì 10 giugno 2019

THRILLER E STORIE DEL MISTERO

Tre romanzi di Donato Carrisi




Cari lettori,
per la nostra rubrica “Letture...per autori”, oggi vi presento tre romanzi di un autore che forse molti di voi già conosceranno: Donato Carrisi.

Egli si occupa prevalentemente di gialli e di thriller, anche se all’interno della sua produzione non mancano storie di altro genere.

È uno scrittore che conosco da pochi mesi, e per ora, tra i suoi libri, ho letto soltanto questi. Se La donna dei fiori di carta è una storia originale e decisamente nelle mie corde, e Falene presenta delle tematiche che ho già ritrovato in altri autori, Il suggeritore, suo bestseller e thriller mozzafiato, è una scelta insolita per me, che di solito opto per polizieschi più standard.


Si tratta, in definitiva, di tre romanzi decisamente diversi tra loro, che però ho apprezzato e mi sento di consigliare. Vi lascio le recensioni nel dettaglio!



IL SUGGERITORE


Una mattina alcuni ragazzi, che camminano e giocano nella foschia delle prime ore di luce insieme al loro labrador, fanno una scoperta terribile: nel bel mezzo del bosco, in una spianata erbosa, sono state seppellite sei piccole casse in circolo, che sembrano contenere dei resti umani. 

Sul luogo arriva subito la Squadra Speciale investigazioni del responsabile Roche, composta dall’anziano Stern, dal giovane Boris e dalla scontrosa Sarah Rosa, nonché dal criminologo di fama internazionale Goran Gavila.

Le casse, una volta aperte, rivelano un ben macabro contenuto: ben sei braccia sinistre di bambine tra i sette ed i tredici anni. Cinque sembrano appartenere a delle ragazzine sparite misteriosamente in zona negli ultimi mesi, mentre della sesta non si sa nulla.

Goran Gavila propone di soprannominare il misterioso rapitore di bambine “Albert”, per poter così immaginare non un mostro, ma un uomo, e poterlo anche individuare più facilmente. Egli suggerisce anche l’aiuto esterno di uno specialista, ed è così che alla squadra si unisce la giovane e piuttosto spericolata Mila Vasquez, che si è distinta in numerosi ritrovamenti di bambini scomparsi.

Il medico legale, però, dà subito una brutta notizia alla squadra: le bambine, che hanno dovuto subire una mutilazione così orribile, sono quasi sicuramente morte. 


Purtroppo egli non ha torto: poco dopo, infatti, viene ritrovato il misero corpicino della prima scomparsa, nel bagagliaio dell’auto di un uomo che sembrava insospettabile e si rivela essere un pedofilo.

Il caso sembra già quasi risolto, ma l’uomo dichiara di non sapere nulla né della bambina che hanno trovato nella sua auto né delle altre, e si suicida in cella. Goran e Mila, a dispetto del resto della squadra, non credono che sia lui Albert, e continuano ad indagare.

In effetti, il serial killer in questione sembra avere un piano molto più complesso di quello che potrebbe avere un qualsiasi maniaco. Settimana dopo settimana, infatti, i corpi delle piccole vittime vengono ritrovati dalla Squadra Speciale in luoghi tutt’altro che casuali, posti dove, di recente o anni prima, sono stati consumati dei terribili delitti.

È come se l’assassino, lasciando i cadaveri come “indicazioni”, suggerisse alla polizia la presenza di altri criminali, temibili quasi quanto lui…
Ma come ha potuto conoscerli tutti?


Il suggeritore è un romanzo del 2009 ed è l’esordio di Donato Carrisi, nonché il suo primo grande successo di pubblico. Pur essendo un romanzo scritto da un autore italiano, esso non possiede le stesse caratteristiche del poliziesco all’italiana (che, come sapete, è uno dei miei generi del cuore), ma ricorda da vicino i thriller di stampo internazionale (soprattutto americano). 
Per me una lettura di questo tipo era un esperimento, ma sono rimasta assolutamente conquistata. Pagina dopo pagina, gli interrogativi aumentavano, ed i brividi pure. 

A chi si accosta a questo romanzo consiglio di non dare assolutamente nulla per scontato: non una scena, non un personaggio, non una frase. L’autore è abilissimo nel “coccolare” il lettore proponendogli qualcosa che egli si aspetterebbe...e poi spiazzarlo completamente, ribaltando la prospettiva e minando ogni sua certezza. 
Scegliete un bel weekend piovoso (a maggio non sono mancati, ahinoi) e… godetevi l’atmosfera!



LA DONNA DEI FIORI DI CARTA


Questo romanzo è ambientato in un momento molto delicato della nostra storia, quasi un secolo fa. Nel 1916, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, la linea del fronte tra Impero Austro-Ungarico ed Italia passa per il Monte Fumo.

Il primo dei due protagonisti della storia è un medico di guerra tedesco accampato proprio lì, Jacob Roumann. 
Egli, prima della guerra, ha avuto aspirazioni letterarie e cerca di “rimanere umano” annotando su un quadernetto le ultime frasi che i soldati, quasi sempre giovanissimi, spesso disperati, pronunciano prima di morire. Tante volte, rileggendo il suo taccuino, egli si stupisce di come queste frasi, lette di fila, abbiano un senso compiuto, quasi l’uomo ritrovasse l’armonia con il resto del creato prima di andarsene per sempre.


Una notte, il comandante gli affida una missione: cercare di entrare in confidenza con il capo di un manipolo di soldati italiani che sono stati catturati. L’uomo misterioso, infatti, si rifiuta di dire il suo nome e di ammettere il motivo che lo ha spinto, insieme ai suoi uomini, fino al Monte Fumo.

Il dottore, con la sua sensibilità, riesce ad impressionare positivamente lo sconosciuto, che accetta di rivelargli chi è e che cosa fa lì, a patto che egli ascolti una storia.


Il racconto dell’italiano si propone di rispondere a tre domande: chi sono io, ora prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l’uomo che fumava sul ponte del Titanic la notte in cui il transatlantico affondò?

Sembrano domande senza senso, ma si rivelano essere il cuore di una bellissima storia, il cui protagonista è Guzman, fumatore accanito e grande conoscitore di racconti, un uomo che ha avuto una vita avventurosa, ha viaggiato, ha conosciuto e perduto l’amore, ed ha sicuramente molto a che fare con l’ufficiale italiano.

Quest’ultimo, poi, ricambierà il favore e raccoglierà anche le confessioni di Jacob, che, oltre che per la guerra, soffre anche per la sparizione della donna dai fiori di carta che dà il titolo al romanzo…


Questo libro, terzo in ordine cronologico per l’autore, è un curioso mix di storia, fantasia e leggenda. Al centro dell’attenzione c’è il potere della parola, che si mescola all’alone di mistero che crea il gesto del fumo, fondamentale per Guzman ed anche per i due protagonisti.

Personalmente, questa storia mi ha ricordato un po’ quelle di Baricco, tra personaggi originali, che svelano man mano i loro segreti, ed una scrittura poetica e, in parte, anche filosofica.
Con questo, però, non voglio dire che i due autori si somiglino: il romanzo presenta comunque tanti elementi originali, che lo rendono una lettura assolutamente consigliata.



FALENE


Questa breve storia, a metà tra il romanzo ed il racconto, ha come unica, grande protagonista la criminalità minorile e femminile.


La narrazione inizia nel momento in cui tre ragazze vengono portate, nel corso della stessa notte, al carcere minorile, e si rifiutano di spiegare alle autorità il piano criminale che le ha condotte fin lì.

Esse si sono rese colpevoli di rapina a mano armata in una casa privata, e gli inquirenti sono rimasti colpiti dalla crudeltà e dalla freddezza di cui hanno fatto uso le tre ragazze, che non sono nemmeno maggiorenni.


In effetti l’idea è stata della più determinata delle tre, Tecla, che ha convinto le altre due, banalmente attirate dal male perché desiderose di dare una svolta alla loro vita.

La rapina avrebbe dovuto essere qualcosa di semplice: un’incursione a casa di un’anziana signora che la domenica è solita andare dai parenti. Purtroppo, però, quella domenica la donna è in casa, ed alle tre ragazze la soffocano con un cuscino, anche se non hanno la forza (né fisica né psicologica) di ucciderla.


Però, mentre la signora respira a malapena sul letto e la cassaforte resta stranamente chiusa, Tecla decide di raccontare alle altre due il vero motivo per cui ha proposto di rapinare proprio questa casa. 
È così che il lettore viene a conoscenza di una storia fatta di infinite sofferenze e tanta, tanta miseria umana. La protagonista, pur essendo giovanissima, ha già subito torti, abusi, violenze, ed è in cerca di vendetta, sia per sé che per Mara, la sua sfortunata sorella maggiore.


Falene è una storia che si legge in non più di due ore, ma che resta a lungo impressa nella mente e nel cuore del lettore. Il gesto criminale è preso quasi a pretesto dall’autore per parlare di ben altro: nuclei familiari lacerati dall’odio, quartieri di periferia ai margini della società, abusi di ogni genere dei quali le forze dell’ordine non vengono a sapere nulla. 
Una storia triste e terribile, ma senz’altro ben raccontata.




Che ne dite?
Conoscete Donato Carrisi? Avete letto questi romanzi?
Che cosa ne pensate?
Aspetto un vostro parere!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

12 commenti :

  1. Ciao Silvia, non ho letto nulla di Carrisi, ma da sempre m'ispira "Il suggeritore" :-)

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    1. Ciao! Spero che "Il suggeritore" ti piacerà, se vorrai leggerlo!

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  2. Cara Silvia, sono all'oscuro di quasi tutto!!!
    Ciao e buon inizio della settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso! Sono tanto contenta di vedere che hai ripreso a commentare! Spero che tu ti senta un po' meno stanco! Comunque anche io ho iniziato da poco a leggere questo autore :-)

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  3. Amo Donato *_*
    Non ho ancora letto tutto di suo, ma accadrà, per me è il top :))

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    1. Ciao Angela! Io sono ancora agli inizi, ma di sicuro leggerò altro :-)

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  4. Grazie Silvia, con le tue presentazioni stuzzichi sempre la curiosità. Buona serata.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa! Contenta di averti incuriosito. Buona serata anche a te :-)

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  5. Ciao Silvia! Io purtroppo non ho mai letto nulla di quest'autore, che lacuna! 😭

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    1. Ciao Diletta! Spero che Donato Carrisi ti piacerà :-)

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  6. Ho visto il film tratto dal suo romanzo, La ragazza nella nebbia, ma mi è piaciuto poco e mi ha convinto meno..

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    1. Ciao Pietro! Non sapevo nulla di questo film… peccato, comunque, che non ti sia piaciuto!

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