venerdì 17 maggio 2019

L'ANGOLO VINTAGE 2.0 - MAGGIO 2019



Cari lettori,
oggi è il 17 del mese, e siamo di nuovo all’appuntamento con la rubrica “L’angolo vintage”. Essa è stata creata per recensire dei romanzi che noi blogger avevamo da tempo sul comodino e che non avevamo ancora recensito, oppure che avevamo letto mesi prima e poi accantonato.


Questo mese ho scelto di parlarvi di due romanzi di Marco Malvaldi che ho riletto di recente e che trovo opportuno segnalarvi perché sono i suoi gialli storici.

Come penso quasi tutti voi saprete, l’autore è noto soprattutto per la serie che ha per protagonista il barista Massimo Viviani, gestore del BarLume, e quattro vecchietti, fedelissimi clienti del locale, che non possono fare a meno di mettersi in mezzo ogni volta che c’è un delitto.

Questi due romanzi sono delle storie a sé, ambientate in epoche diverse rispetto a quella contemporanea, ma sempre con dei “giallisti per caso” come protagonisti. Inoltre, queste due storie permettono all’autore di introdurre il lettore in due mondi dei quali, inaspettatamente, è un ottimo conoscitore: la musica lirica e la gastronomia.

Vediamo meglio di che cosa si tratta!



BUCHI NELLA SABBIA



Pisa, 1901. Re Umberto I è stato ucciso da poco, ed anche il suo assassino, Gaetano Bresci, verrà presto trovato morto in cella, (ufficialmente) suicida.

Re Vittorio Emanuele III, appena salito sul trono, desidera far visita alla città toscana e godersi una piacevole serata teatrale. Il direttore del teatro, però, ha l’azzardata idea di mettere in scena la Tosca, un’opera di Puccini che ha già più volte agitato gli animi del pubblico, anche perché, nel corso della storia, l’ordine costituito fa una ben magra figura. 

Alla vigilia dello spettacolo, tre sono le persone particolarmente preoccupate. 
La prima è il tenore che interpreta il protagonista, Renato Balestrieri: a dispetto delle sue abitudini agiate e del suo amore per la mondanità, egli disprezza la classe sociale più alta, è anarchico ed è molto amico di alcuni operai di Carrara politicamente impegnati; l’idea di esibirsi di fronte al detestato monarca, dunque, lo lascia piuttosto dubbioso.
La seconda è il tenente Pellerey, il responsabile della sicurezza all’interno del teatro: alle dipendenze dell’iracondo capitano Dalmasso, che vede pericoli ovunque e teme il complotto persino da parte dello stesso Puccini, egli teme che il più piccolo errore gli costerà la carriera.
La terza ed ultima è il giornalista Ernesto Regazzoni, che, più che preoccupato, è semplicemente scocciato all’idea di doversi occupare di una banale recensione di uno spettacolo. A sua volta anarchico, provocatore nato, forte bevitore e dotato di (talvolta troppa) ironia, è stato spedito lì in missione punitiva dal direttore del suo giornale.


Tra mille paure e tentennamenti, lo spettacolo si fa, ma, nel momento in cui il tenore Balestrieri finge di morire, abbattuto sulla scena dal plotone d’esecuzione, tutto il pubblico si rende conto che il tonfo è stato reale...e che il cantante è morto per davvero.

Nel corso delle indagini che seguono, tra attrici ed impresari, tra improbabili duelli e malriusciti tentativi di manifestazioni politiche, Pellerey e Regazzoni, diversi come il giorno e la notte, si ritrovano a far luce insieme sul mistero. I due diventano quasi amici (loro malgrado, ovviamente) e riportano alla luce alcune pagine non propriamente piacevoli del passato del Balestrieri, che si rivelano chiavi per la soluzione del caso.


Una curiosità: Ernesto Regazzoni è esistito veramente, si fregiava di essere “poeta” ed alcuni suoi componimenti, tra i quali, appunto, Buchi nella sabbia, sono inseriti nel romanzo.


È il mix tra storia e fantasia, affiancato da tanti aneddoti sul mondo della musica lirica, che rende particolarmente interessante e piacevole questo romanzo, che non è semplicemente un giallo, ma anche un quadro ironico di un periodo storico piuttosto delicato per l’Italia.



ODORE DI CHIUSO


Il protagonista di questo romanzo è un personaggio storicamente esistito: Pellegrino Artusi, un leggendario critico gastronomico. Nel 1895 egli ha pubblicato il suo saggio La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, che, ai giorni nostri, è considerato a tutti gli effetti il primo trattato a tema culinario della nostra tradizione.

Alla fine del XIX secolo, però, Artusi non è ancora una leggenda: pur essendo già molto popolare, infatti, egli si presenta a tutti come un semplice “scienziato” esperto in gastronomia. 


Nel corso di un’estate che difficilmente scorderà egli viene invitato, insieme al fotografo Ciceri, in una tenuta in Maremma, vicina alle proprietà di Giosué Carducci.
Il patriarca della famiglia di cui è ospite è il barone Romualdo, il quale non solo è dedito ai piaceri di ogni genere da tutta la sua (lunga) vita, ma si ritrova anche a mantenere una schiera di nullafacenti. 
I suoi due figli, innanzitutto, appartengono al classico cliché dell’intellettuale mediocre desideroso di emergere e del viveur che pensa solo ai suoi incontri con l’altro sesso. 
Le donne di famiglia, dall’anziana baronessa alle cugine zitelle, non sembrano particolarmente interessate all’Artusi; l’unica eccezione è la figlia Cecilia, che è intelligente e vorrebbe poter studiare di più, ma si sente limitata in quanto donna. 
La servitù, infine, è numerosa e sempre pronta ad accontentare le richieste più svariate.


Un giorno, però, l’affidabile maggiordomo Teodoro è trovato cadavere, misteriosamente ucciso per avvelenamento. Poche ore dopo, lo stesso barone viene colpito da una schioppettata, che lo ferisce ma non lo uccide. 
Nel momento in cui la più sciocca delle servette viene sospettata di aver commesso questi delitti, l’Artusi comprende che la fanciulla è caduta in una trappola e decide di indagare per risolvere il mistero.

Per individuare l’assassino, egli finisce per dimostrare agli ospiti della tenuta (ed al lettore) che la gastronomia è anche una questione scientifica, anzi, soprattutto chimica. Infatti l’elemento che gli sembra dissonante quando egli giunge sulla scena del crimine è uno strano odore di chiuso. Da questo e da pochi altri indizi, applicando un metodo rigorosamente deduttivo, Artusi riesce a comprendere come si sono svolti gli eventi.


Vi consiglio di cuore questa lettura, sia che siate amanti del giallo classico, sia che vi piacciano le storie con tanti riferimenti storico-letterari, sia che siate appassionati di cucina e gastronomia. Malvaldi, con le sue molteplici competenze e la sua narrazione irriverente, mette d’accordo tutti!




Questa è la mia scelta “vintage” per il mese di maggio! Ho scelto un autore piuttosto conosciuto, e sicuramente qualcuno di voi ha già letto questi due romanzi.
Per questo motivo, attendo un vostro parere… e, come ogni mese, vi invito a leggere i post delle altre bloggers che hanno partecipato all’iniziativa!
Grazie per la lettura, al prossimo post :-)

37 commenti :

  1. Non ho ancora letto questi titoli, ma senza dubbio li ho inseriti in tbr. Grazie per la segnalazione.

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  2. Ho letto e adorato Odore di chiuso e mi riprometto di cercare di leggere anche gli altri lavori di questo autore, che ha uno stile che mi piace un sacco.

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    1. Ciao Chiara! Anche a me piace molto il suo stile :-)

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  3. Ciao Silvia, ho scoperto Malvaldi proprio grazie a te: non mi sono ancora messa alla pari con la serie del BarLume ma ci sono quasi, poi magari potrei fare un pensierino anche su questi due romanzi che, dalle tue parole, sembrano davvero interessanti! :-)

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    1. Ciao! Sono davvero contenta che tu abbia apprezzato questo autore che ti ho fatto conoscere!

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  4. Ciao Silvia, sono tornata! Io sono affezionata alla serie del BarLume, ma il mio compagno ha una vera passione per Malvaldi e ha letto tutti i suoi libri, compresi quelli che hai citato (e che ha adorato!). Hai letto l'ultimo, "La misura dell'uomo"?

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    1. Ciao Piera! Sono contentissima che tu sia tornata :-)
      Non ho ancora letto "La misura dell'uomo"...ma prima o poi lo farò!

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  5. Odore di chiuso mi è piaciuto molto, sebbene non ami molto i gialli. Belle le ambientazioni e soprattutto la scrittura di Malvaldi. Prendo nota dell’altro, grazie. Buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa! Sono contenta che Odore di chiuso ti sia piaciuto :-) Le ambientazioni sono davvero interessanti, concordo. Buon pomeriggio anche a te!

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  6. Chiederò a mio marito (chef) se ha letto "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene", e magari gli consiglierò "Odore di chiuso".
    Lui legge e colleziona un sacco di libri di cucina, e non solo i ricettari.

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    1. Ciao! Di sicuro tuo marito conoscerà Pellegrino Artusi molto meglio di me :-) Spero che "Odore di chiuso" possa piacergli!

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  7. come sei appassionata nelle tue recensioni!!
    non li ho letti...ma grazie anche alle tue recensioni per i gialli vorrei provare con Maurizio de Giovanni che,non so,mi ispira??
    tu mi consigli lui o Malvaldi??
    di te mi fido...

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    1. Ciao! Sono contenta che ti piacciano le mie recensioni :-)
      Quanto agli autori che ti consiglio, dipende da quello che cerchi. Malvaldi da un lato è più ironico e dissacrante, come quasi tutti i toscani, dall'altro è piuttosto scientifico nelle sue spiegazioni sulle risoluzioni dei casi. Se vuoi farti un po' di risate e/o istruirti in determinati campi (scienza, ma anche musica e gastronomia) parti da lui.
      Maurizio De Giovanni invece prende il giallo a "pretesto" per parlare di altro: amore, passione, miseria umana, amicizia, famiglia, tragedie e meraviglie del destino… è molto poetico. Forse è più indicato se vuoi riflettere o rivederti in qualche personaggio. Vedi tu da quale vuoi partire!

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    2. Credo De Giovanni..ma bastardi o gli altri 2??me li descrivi così brevemente ma benissimo come hai fatto qui??
      grazie...sei una bellezza!!

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    3. Allora… la serie dei Bastardi è ambientata in epoca contemporanea ed i protagonisti sono tanti personaggi diversi tra loro e piuttosto tormentati.
      Il Commissario Ricciardi è ambientato negli anni '30 ed ha alcuni elementi sovrannaturali (lui vede i morti).
      Poi c'è la serie di Sara, appena iniziata, sempre contemporanea, che tratta il mondo dei servizi e delle intercettazioni, ed il libro dei Guardiani, decisamente fantasy (un po' alla Indiana Jones, secondo me).
      Il mio preferito è Ricciardi… ma dipende da cosa ti ispira!

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    4. no sovrannaturale proprio no!!
      i bastardi sicuro.altre epoche no.
      GRAZIE infinite!!

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    5. Allora fammi sapere poi se i Bastardi ti piacciono :-) Buona settimana!

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    6. Io invece voglio continuare con Ricciardi proprio per i morti che vede XD

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  8. Mavaldi voglio leggerlo, ancora non scelgo il titolo quindi prendo volentieri spunto da chi, come te, lo "conosce" meglio :))

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  9. Di Malvaldi ho letto un solo libro e dire che mi è piaciuto, è davvero dire poco!!! Vorrei,prima o poi, recuperare tutto!!!

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    1. Ciao Ludovica! Vedrai, a poco a poco recupererai...sono libri scorrevoli!

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  10. Io ho letto solo il primo della serie del BarLume, dovrei proseguire

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    1. Ciao! Se ti è piaciuto, spero che riuscirai a proseguire la serie :-)

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  11. Non ho letto questi libri, ma adoro il modo in cui Malvaldi scrive.

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    1. Ciao Manuela! Anche a me piace il suo stile, pungente e scorrevole :-)

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  12. mi piace tantissimo Malvaldi (a Tempo di libri sono riuscita anche fare una foto con lui) ma di questi romanzi ho lett solo buchi nella sabbia, diciamo che mi sono concentrata molto su quelli della serie del bar lume ma conto di recuperare altri suoi lavori

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    1. Ciao Chicca! Anche io ero riuscita ad immortalarlo al Salone, mi pare 3 o 4 anni fa :-) Comunque anche a me piace la serie del Barlume! Questi storici si possono recuperare anche in un momento successivo ma sono interessanti :-)

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  13. Mai letto questo autore. Quasi quasi ci faccio un pensiero

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    1. Ciao Mara! Allora spero che riuscirai a leggere qualcosa di suo!

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  14. DI Malvaldi ho letto il primo del BarLume e non mi ha colpita tanto. Sono curiosa per La misura dell'uomo, l'ultimo uscito.
    Piuttosto preferisco continuare De Giovanni che mi aveva colpito, almeno.

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    1. Ciao! Il modo di scrivere di De Giovanni è uno dei più belli che io abbia mai avuto modo di conoscere...quindi capisco che ti abbia colpito! Non ho ancora letto l'ultimissima uscita di Malvaldi!

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  15. Io non ho letto ancora nulla di questo autore e non ho nemmeno mai visto la serie tratta dai suoi libri. Ne parlate tutti bene ma, non so perché, non mi attira particolarmente

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    1. Ciao Erica! Qualora volessi provare, secondo me è anche una buona lettura "da ombrellone"!

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