lunedì 1 febbraio 2016

UN TOUR PER LIBRERIE ED ENOTECHE

Quando il mondo dei libri incontra quello del vino



Durante le mie recenti incursioni in biblioteca, mi sono resa conto di essere attratta da una particolare tipologia di romanzo. 
 

Negli ultimi tempi, infatti, ho letto molte storie che trattavano il tema del vino, sempre così particolare ed affascinante, e non solo per noi italiani che abbiamo una fiorente tradizione.


Probabilmente questa serie di letture mi è stata ispirata dalla gita che ho fatto, in Ottobre, presso le cantine del Monferrato.

In quell'occasione ho avuto modo di scoprire un mondo a me quasi sconosciuto, caratterizzato da una grande precisione, dall'attenzione a molti aspetti scientifici ed anche, spesso, da un giro d'affari fenomenale.


Ecco quali sono, secondo me, i romanzi che ci possono introdurre a questo mondo!




- Quando scoprire il vino significa tornare alle origini.

A noi donne piace il rosso”, di Daniela Farnese.





Questo romanzo narra la storia di Ambra, una giovane italo-americana che vive a New York e lavora nel campo della pubblicità.

Ambra ha molte caratteristiche delle classiche “eroine metropolitane” dei romanzi rosa (la fretta, l'attaccamento al lavoro, le nevrosi per restare in linea, una relazione complicata), ma, grazie anche all'appoggio del padre, possiede anche una spiccata sensibilità.


Per questo motivo, avuta la notizia della morte di un nonno italiano, del quale non ricordava l'esistenza, decide di tornare in Italia, nella vecchia casa di famiglia in Veneto. 
Lì, con l'aiuto di Beatrice, una donna responsabile della tenuta, ella inizia ad imparare l'arte della vinificazione, scoprendo un mestiere sconosciuto e per il quale si sente immediatamente portata. 
 

Per ogni vendemmia alla quale prende parte, Ambra scopre qualcosa sulla sua famiglia, sui nonni che credeva perduti e sulle altre persone che si occupano della tenuta.



I messaggi più importanti che trasmette questo romanzo, secondo il mio parere, sono due.

Il primo riguarda l'importanza di riscoprire le proprie radici, specie nei momenti di difficoltà, perché potremmo renderci conto di essere diventate persone del tutto diverse da quelle che intendevamo essere e di aver perso di vista gli obiettivi più importanti.

Il secondo, invece, riguarda proprio il vino: il romanzo fa capire chiaramente che non basta essere rimasti conquistati da film come “Un'ottima annata” o “French Kiss” per mettersi a fare vendemmie, ma ci vogliono anni di studio, uniti a preparazione e prontezza. Chi vuole cimentarsi?




- Quando il vino può essere un ottimo anti-crisi.

Tutta colpa del tacco 12, di Amy Silver



Cassie Cavanagh vive vicino alla City londinese, ha un impiego qualunque come segretaria, scelto solo in base allo stipendio ed alle gratifiche, ed è fidanzata con un Dan, un ragazzo che, a parte la bellezza ed i soldi, non ha proprio nulla da offrire.

Nel giro di una settimana, però, la crisi economica le porta via il lavoro ed il “fidanzato perfetto” sparisce prevedibilmente nel nulla.


La prima reazione di Cassie è quella di buttarsi nello shopping sfrenato (Becky Bloomwood docet), ma, dopo qualche settimana di borse Chanel, guanti a 500 euro e costosi prodotti di bellezza, si rende conto di essere circondata solo da inutili beni materiali.

Ci vorranno la pazienza della sua coinquilina buona ed idealista, la spinta della sua famiglia vecchio stile e le disgrazie capitate alla sua cinica migliore amica perché Cassie inizi lentamente ad imparare una nuova filosofia di vita.



La nostra protagonista, dunque, si mette alla ricerca di un lavoro che possa davvero interessarla, e si ritrova in un'azienda che produce vini. 
Lì ella prende coscienza delle proprie potenzialità: rimoderna l'ufficio, diventa una preziosa consulente per i suoi capi (che si rivelano essere più agli inizi di lei) e comincia a conoscere persone che hanno interessi diversi dal semplice ed unico accumulo di denaro.


Tutta colpa del tacco 12 è un romanzo solo apparentemente leggero. Esso indaga un tema sempre più attuale: il rischio di vivere per shopping, begli oggetti, estetica, feste ed eventi e di confondere quello che sono -cioè dei passatempi, anche se piacevoli – per l'essenza della vita.


Inoltre, esso suggerisce che ciò per cui siamo veramente portati può celarsi in qualunque dettaglio. In fondo, all'inizio del romanzo, Cassie non avrebbe mai sospettato che i bicchieri di vino che degustava davanti alla tv o al computer fossero tanto importanti.





- Quando il vino è il simbolo di un sogno da inseguire.

La vigna di Angelica”, di Sveva Casati Modignani






Angelica è l'ultima figlia di un produttore di vini e l'erede di un impero. 
Rispetto ai fratelli, che, crescendo, scelgono altre strade, lei è l'unica che prova un sincero interesse per l'azienda e che, una volta diventata adulta, se ne occupa concretamente.

È una donna forte e ribelle, con un'adolescenza difficile alle spalle, ed il suo coraggio e la sua passione sono i suoi punti di forza anche nel lavoro.


Queste sue caratteristiche, però, non rendono sempre facile la sua vita privata: con il marito Raffaello ci sono numerose difficoltà e la figlia Elisabetta è ancora adolescente e desidererebbe più comprensione da parte sua.


È per caso – anzi, è a causa di una tragedia sfiorata – che conosce Tancredi, chef stellato di origini siciliane, uomo misterioso ed introverso. Il suo carattere ombroso si trova subito in armonia con la solare energia di Angelica e tra i due nasce quella che potrebbe essere una nuova relazione.


Oltre a loro due, il lettore conosce Raffaello, giornalista insicuro ed in cerca di una ripartenza nel lavoro e nella vita, Elisabetta, quattordicenne entusiasta come la madre ed a tratti timorosa come il padre, Andrea, lo sfortunato primo amore di Angelica, William, uno smaliziato produttore di vini americano, e molti altri personaggi.



Il protagonista silenzioso di tutte queste vicende è il vino, simbolo di una storia familiare, quella dei Brugliani, che assume quasi le dimensioni di una saga.

Lo stesso sentimento che prova Angelica per Tancredi è unito all'intenzione, non del tutto espressa, di coniugare le arti di entrambi (il cibo ed il vino).

La produzione di un nuovo vino, in questo contesto, è molto più di un obiettivo realizzato, ma assume i contorni di un sogno diventato realtà.
Il lettore stesso avverte il desiderio di sedersi insieme ad Angelica in cima alla collina della Vigna dell'Angelo, luogo di nascita di uno dei bianchi frizzanti prediletti della protagonista, e di progettare insieme a lei la prossima avventura.







Spero che questa piccola “top 3” vi abbia interessato, o, almeno, incuriosito. 
 

Fatemi sapere, se vi va, quali altri libri conoscete a tema “vino” e se vi sono piaciuti.
 Grazie a chi ha letto la mia recensione fin qua (ed anche a chi ne ha letto solo un pezzetto).


A presto! :-)

2 commenti :

  1. Ciao Silvia, post molto interessante! Al momento non mi vengono in mente romanzi a tema "vino", ma in compenso mi hai fatto venir voglia di leggere i libri che hai presentato :-)

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    1. Ciao Fra! Ti consiglio di cuore tutti i tre romanzi di cui ho parlato :-) Comunque, conoscendoti, credo che quello di Amy Silver sarebbe il tuo preferito!

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